{"id":1,"date":"2025-01-29T13:05:27","date_gmt":"2025-01-29T12:05:27","guid":{"rendered":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/?p=1"},"modified":"2026-01-13T19:19:38","modified_gmt":"2026-01-13T18:19:38","slug":"ciao-mondo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/?p=1","title":{"rendered":"Move&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201c<em>La violenza non \u00e8 forza ma debolezza, n\u00e9 mai pu\u00f2 essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruggere.<\/em><a href=\"#sdfootnote2sym\" id=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a><a><\/a> La frase citata ricalca l\u2019impostazione riflessiva che questo articolo, intende chiarire, affrontando con gli strumenti congiunti della psicologia e della filosofia, gli avvenimenti riguardanti il poliziotto, accoltellato a Milano, lo studente ferito durante una lite da un suo coetaneo a Reggio Calabria; il dramma avvenuto ad Eboli, dove un giovane \u00e8 stato accoltellato alla gamba davanti ad un bar. Per un osservatore accorto, questa degradazione diventa particolarmente evidente quando le attivit\u00e0 umane pi\u00f9 spietate vengono iscritte nel paradigma della violenza diretta contro terzi, articolo 1436 del Codice civile, terribilmente diffusa nel nostro paese. L\u2019uomo dispiega, cos\u00ec nelle sue attivit\u00e0, un fenomeno complesso e sfuggente, influenzato da molteplici fattori, oggetto di un processo d\u2019interiorizzazione e individualizzazione. Analizzando la questione da un punto di vista storico, nel suo saggio, <em>Sulla violenza<\/em>, la filosofa tedesca, Arendt, ritiene che violenza e potere non siano da considerarsi fatti naturali ma prodotti storici, sociali e culturali delle societ\u00e0 umane. Tra gli aspetti delinquenziali-fenomenologici la violenza, come risulta dal rapporto dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, interessa tutti i continenti del mondo. Diverso \u00e8 il punto di vista socio-antropologico, con cui cercheremo di comprendere il ruolo della violenza, nel mondo della vita, degli attori sociali. I casi evocati, contengono una parola chiave ed \u00e8 quella di <em>effrazione<\/em>, denominatore comune dei reati compiuti. Provando ad afferrare meglio l\u2019argomento \u00e8 bene tener presente che dietro la violenza, esagerata e constante che si trasforma nel modo principale di affrontare problemi, si cela un certo grado di frustrazione e paura. L\u2019io vede tutto con astio e gli altri sono solo un bersaglio utilizzato per tentare di liberarsi da questa insoddisfazione. Nell\u2019immaginario collettivo, le angherie psicologiche di diverse entit\u00e0 che si esprimono con rabbia, accuse e meccanismi di pensiero da \u201cmartiri\u201d arrivano a far credere ai soggetti operanti che la vita \u00e8 ingiusta e che nessuno in questo mondo riconosce il proprio valore. La totalit\u00e0 della personalit\u00e0, messa in scena, dal pensiero e dal ragionamento dell\u2019abusante, contro determinate persone, basti pensare alle offese, all\u2019intenzione di ferire, sottomettere o uccidere l\u2019altro, compromette la percezione stessa della propria identit\u00e0. Le ricerche pi\u00f9 recenti evidenziano come la violenza sia il risultato di un\u2019interazione pi\u00f9 complessa tra fattori innati e fattori ambientali, mediati dalla relazione. La domanda alla quale sembra impossibile sottrarsi a cui si cerca di rispondere privilegiando i saperi menzionati \u00e8: gli stereotipi o i pregiudizi influiscono sulle relazioni che tessiamo e, in generale sulle scelte che compiamo? Sapersi riempire con \u201cconsistenze\u201d affettive nel qui ed ora \u00e8 fondamentale per l\u2019armonica maturazione dell\u2019individuo, sia in famiglia che in societ\u00e0; Auto-orientarsi nella comunit\u00e0 moderna, richiede il possesso di strumenti e tecniche, non solo a livello cognitivo ma anche a livello emotivo-relazionale. Un aspetto molto interessante evidenziato dai vari studi riguarda la peculiarit\u00e0 dei social media che incoraggiano l\u2019aggressivit\u00e0 e la violenza online. Sembra inoltre, che le relazioni virtuali portino con s\u00e9 l\u2019evitamento della solitudine, l\u2019impellente bisogno di gratificazione sociale ed affettiva, impedendo la reciproca conoscenza e, causando la perdita dei limiti dell\u2019ego. I giovani, sempre pi\u00f9 disposti ad essere meno se stessi, preferiscono sostituire i rapporti <em>vis \u00e0 vis <\/em>con relazioni amicali online, strutturate su una conoscenza altrui parziale. La mancanza degli adulti di riferimento, il vivere situazioni emotive gravi con l\u2019altro, con il gruppo, con s\u00e9 stesso, riducono la sensibilit\u00e0 morale e la capacit\u00e0 di gestire le proprie emozioni. La problematicit\u00e0 legata a questo comportamento \u00e8 il primato della realt\u00e0 virtuale, percepita come unico mezzo per appagare queste mancanze, in cui l\u2019altra persona diviene assolutamente irrilevante. L\u2019umiliazione delle vittime, le vanterie dei bulli, attraverso i social sono uno scenario nuovo, che continua ad acquistare importanza negli ultimi anni; la violenza non ci chiama soltanto ad intervenire, ma anche ad una interpretazione come sintomo di un disagio, iscritto nelle contraddizioni e nei disvalori della nostra societ\u00e0. Esserci come adulti, ascoltare, offrire insomma una sponda, per promuovere competenze emotive e comunicative adeguate, giacch\u00e9, il pensiero e l\u2019apprendimento sono intrinsecamente emotivi, \u00e8 indispensabile nella realizzazione dell\u2019azione educativa. Per concludere, anche se \u00e8 difficile dire&nbsp;quanto \u201cd\u2019innato&#8221; e &#8220;quanto di reattivo e\/o acquisito&#8221; possiamo riconoscere nel comportamento aggressivo dell&#8217;uomo e nonostante che sulla nascita e sulla funzione dell\u2019aggressivit\u00e0 non tutto sia chiaro, la violenza non \u00e8 lontana dalla nostra pelle e, la sequela dei recenti fatti di cronaca, sembra alimentare una retorica di tipo catastrofico e apocalittico, su cui hanno inciso sicuramente le esperienze non facili vissute dai singoli e dalla societ\u00e0 negli ultimi tempi. Quali sono gli strumenti che la collettivit\u00e0 possiede per difendersi da questa minaccia stagnante? La societ\u00e0 \u00e8 capace di spendere le sue energie per trasformare l\u2019istinto aggressivo in coscienza morale?<br>Il percorso educativo-formativo a livello scolastico soddisfa e garantisce l\u2019acquisizione di una conoscenza spendibile nella vita personale? Ampliare la presenza di educatori e operatori sociali nei territori, potrebbe sollecitare azioni di contrasto, a occhi meno miopi di quelli della nostra comunit\u00e0 distratta?<\/p>\n\n\n\n<p>A voi i commenti<\/p>\n\n\n\n<p>Giulia Giordano.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" id=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><sup>\u0002<\/sup> Ren\u00e8 Magritte, The invention of life, 1928<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\" id=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><sup>\u0002<\/sup> Benedetto Croce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa violenza non \u00e8 forza ma debolezza, n\u00e9 mai pu\u00f2 essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruggere.2 La frase citata ricalca l\u2019impostazione riflessiva che questo articolo, intende chiarire, affrontando con gli strumenti congiunti della psicologia e della filosofia, gli avvenimenti riguardanti il poliziotto, accoltellato a Milano, lo studente ferito durante una lite da un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":140,"href":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions\/140"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/139"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/wellnessyogacenter.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}